Authentica, l’empowerment femminile è beneficio comune

Come creare qualcosa che offrisse ispirazione, conoscenza e informazioni per lo sviluppo personale delle donne aiutandole a riconoscere e valorizzare la propria leadership autentica, mostrarsi al mondo ed essere attivamente presenti in esso per costruire un futuro più equo e sostenibile per tutti? L’esperienza di Authentica.

Il progetto Authentica ha una storia lunga che comincia qualche anno fa. Nasce dall'esperienza delle donne che negli anni si sono avvicinate (e talvolta sono rimaste) in Bottega Filosofica e dal confronto con le faculty e le alumnae del programma CIYO. Era il 2016.

Insieme ci siamo interrogate su come creare qualcosa che offrisse ispirazione, conoscenza e informazioni per lo sviluppo personale delle donne aiutandole a riconoscere e valorizzare la propria leadership autentica, mostrarsi al mondo ed essere attivamente presenti in esso per costruire un futuro più equo e sostenibile per tutti.

Questo era l’intento primitivo, ben rappresentato nella mappa mentale collettiva che avevamo elaborato con il contributo di tutte. La mission, infatti, era ispirare, guidare, sostenere, mettere in relazione, proprio per sviluppare la leadership autentica delle donne. Non quindi modelli proposti o imposti dall’esterno ma una ricerca interiore favorita dal confronto con le altre donne.

Confronto

Le caratteristiche che volevamo avesse la nostra iniziativa erano di essere bella ed elegante, ‘seduttiva’ e profumata (di nuovo, di buono), capace di rispondere a bisogni reali, intuitiva e co-creata, divertente, ironica e autoironica, una nuova ‘cosa’ nata dal lavoro comune delle facilitatrici con le partecipanti.

Il suo stile? Unico! Capace di coniugare stimoli e contributi, mindfulness (ovvero consapevolezza di sé e presenza) e riflessione, osservare, sentire e pensare, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione.

Un progetto con una sua personalità: accogliente, capace di sfidare stereotipi e status quo, un ‘molestatore di paradigmi’, provocatorio, visionario, di mentalità aperta e coerente.

Un’iniziativa disegnata per le donne di tutte le età, professioniste e non, mamme e non, donne ‘in cerca di definizione’ o di ri-definizione o di nuovi stimoli, magari dopo un cambiamento importante nella loro vita, un momento di stallo o di crisi.

In fondo lo stesso target del Coming Into Your Own e un po’ quello di tutte le iniziative di Bottega Filosofica rivolte alle persone.

Cambiamenti

Questo era qualche anno fa. Poi tanti avvenimenti e cambiamenti, non tutti piacevoli, sicuramente tutti generativi. Fino ad arrivare all'autunno scorso con una nuova e decisa fisionomia di Bottega Filosofica, tante persone nuove nel gruppo — tutte donne, per avventura e non per scelta, ma tant'è -, l’impegno a favore dell’empowerment delle donne codificato nel nostro ‘obiettivo di beneficio comune’ in quanto Società Benefit, il coordinamento e la rivisitazione/aggiornamento di tutti in nostri progetti perché possano lavorare in sinergia.

E anche la conferma del modo in cui ci piace lavorare, quello che abbiamo definito ‘profound design thinking’, ovvero un metodo basato sull'esperienza, che coinvolge tutti i soggetti interessati nella co-creazione, che tiene insieme tutte le dimensioni personali — mentale, fisica ed emotiva, spirituale — con attenzione ai contesti, in una logica pienamente sistemica.

Ancora più Authentica

Era così arrivato anche il momento di riprendere in mano il nostro progetto ‘Authentica’ e deciderne il destino. E così abbiamo fatto con la nostra nuova squadra.

Authentica’, dall’idea primitiva di tradursi in un sito/portale, si è trasformata in un ‘macro tag’, così l’abbiamo definito, ovvero una sorta di aggregatore di tutte le iniziative che, nei nostri diversi canali, mirano o sono particolarmente idonee a sostenere le donne nello sviluppo di quello che ciascuna ‘veramente è’ e nel mostrarsi solide e autorevoli nel mondo proprio perché capaci di essere se stesse e fidarsene.

Poi abbiamo deciso, seguendo il nostro metodo di lavoro abituale, di avviare una nuova fase di osservazione della realtà e creazione condivisa con le destinatarie.

Mettiamo a fuoco

Per questo, con l’aiuto di qualche amica abbiamo svolto una sorta di focus group mirato a intercettare bisogni o desideri reali, magari non ancora messi bene a fuoco o inespressi o insoddisfatti, nell’ambito dello sviluppo personale delle donne. Così abbiamo ‘isolato’ tre temi ‘caldi’ per i quali non sembrava esserci un’offerta sul mercato o che questa non fosse soddisfacente.

Il primo ‘punto dolente’ rilevato è rappresentato dall’espressione che le psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes hanno coniato per descrivere una condizione psicologica particolarmente diffusa, caratterizzata dall’incapacità di interiorizzare i propri successi e dal terrore persistente di essere percepiti dagli altri come ‘impostori’. A dispetto delle dimostrazioni esteriori delle proprie competenze, le persone affette dalla ‘sindrome dell’impostore’, rimangono convinte di non meritare i successi ottenuti. Questi, invece, vengono generalmente ricondotti a fattori come la fortuna o il tempismo, oppure ritenuti frutto di un inganno o della sopravvalutazione degli altri. Anche secondo lo studio originale (del 1978), la Sindrome dell’impostore sarebbe particolarmente comune fra le donne di successo. Noi abbiamo rilevato che fosse presente praticamente in tutte le donne e per questo fosse utile lavorarci sopra.

Il secondo tema è stato meno semplice da identificare ma alla fine ce l’abbiamo fatta: si tratta di quella, spesso del tutto inconsapevole, tendenza, che mostrano molte donne, a non valutare abbastanza, per essere considerate, ciò che semplicemente sono. Per avere successo — soprattutto professionale — tendono, quindi, a condire per default il proprio modo di proporsi con ingredienti seduttivi (abbigliamento, atteggiamento, non verbale) non per il proprio personale piacere ma per com-piacere l’interlocutore (maschio) pensando che questo sia indispensabile e, in un certo senso, naturale. Abbiamo così avuto il nostro secondo spunto di sviluppo.

Il terzo è venuto quasi un po’ a ruota, anche valorizzando una competenza specialistica che abbiamo tra noi, quella di Simona Calavetta nell’armocromia ovvero in quella teoria che attraverso l’analisi del colore ci permette di scoprire quali sono i colori che più si armonizzano con i nostri colori naturali, cioè quelli dei nostri capelli, dei nostri occhi e della nostra pelle. Nel nostro confronto, ci siamo rese conto che spesso, per dare retta a uno stereotipo o a un pregiudizio, ci vestiamo in un modo scomodo per noi (che spesso ci rende anche meno efficaci) ma che pensiamo sia quello adeguato all’ambiente in cui ci rechiamo (questo accade prevalentemente quando si va in ambienti professionali e prevalentemente maschili) per il quale immaginiamo delle regole alle quali uniformarsi in maniera acritica.

Raramente riflettiamo su questo, anche per verificare che queste presunte regole esistano davvero anche fuori dalla nostra testa. Raramente qualcuno ci aiuta a scoprire come possiamo essere eleganti e adeguate a un ambiente e sentirci contemporaneamente perfettamente a nostro agio nei nostri abiti che, tra l’altro, ci valorizzano per colori e per foggia.

Da queste analisi, nelle quali ci siamo anche molto divertite, sono nati tre workshop:

Li abbiamo sperimentati in presenza, facilitatrice Simona Rosati con Simona Calavetta nell’ultimo, con un piccolo gruppo di donne prima e dopo il lockdown e per tutto il percorso è stata attiva una bella chat in cui condividere scoperte, esperienze, successi e stop & go. I feedback sono stati molto lusinghieri. Le partecipanti hanno trovato i workshop realmente nuovi, divertenti e trasformativi.

Ora, forti di questo, ci accingiamo a disegnare una versione on line degli stessi percorsi, per renderli il più possibile accessibili a tutte mentre, naturalmente, continuiamo a progettarne di nuovi.

Nuova e Authentica

Il progetto, quindi, è cambiato ma l’intento e le caratteristiche che l’avevano ispirato sono ancora quelle, anche perché nascono da situazioni che tutte abbiamo in qualche modo incrociato sul percorso e perché hanno trovato la cornice naturale nell’impegno che abbiamo preso come beneficio comune, in quanto Società Benefit e B Corp.

Pensare Bene per generare valore per tutti — Bottega Filosofica, filosofia in pratica dal 2012

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